Compleanni
Il compleanno: è un argomento su cui si può dire ancora qualcosa? C'è chi lo pubblicizza, chi lo detesta, chi lo affronta con allegria (a volte un po' forzata?), chi con mesta tristezza e chi davanti alle cifre tonde entra in crisi.
E io? Non saprei dire. Potrei riassumere così i miei compleanni: allegria che a volte è addirittura sconfinata nella euforia oppure una malinconia paralizzante che mi ha stampato in viso un sorriso artefatto per l'arco delle 24 ore. Una cosa certa è che a mettermi un po' di ansietta sono stati i compleanni con cifre anomale: 17, 27, 42 e ora 58. Sarà per quel sentore di cifra tonda che si avvicina, sarà che noi della Vergine abbiamo questo vizio assai nocivo di guardare più in là cosa accadrà, fatto sta che i bilanci li ho sempre fatti in anni non sospetti. Oggi per esempio che mi ritrovo a 58 anni e 1 giorno sono qui a rimuginare perdendomi in quei meandri pericolosissimi della mente alla ricerca di cose positive e negative della mia vita. Ovviamente sono un giudice implacabile perché ripeto: sono del segno della Vergine e dunque non programmata per lodarmi ma per massacrarmi!
Cose di cui essere contenta né ho fatte? Sì eccome ma sento in lontananza, chiusa laggiù in fondo al cuore, quella odiosissima vicina che mi dice "sì però potevi farlo meglio... Sì però dopo poco è crollato tutto".
Quest'anno poi mi avvicino sempre più ai 60, il corpo presenta già i suoi conti da un po', lo spirito è più incline al "ma che me frega ma che me importa", insomma a quel vaffa facile che solo questa età ti regala. Ho capito, o forse sarebbe meglio dire accettato, che molti dei sogni-progetti che mi hanno tenuto compagnia non si realizzeranno mai. E così mi ritrovo a viaggiare in luoghi lontani e straordinari con i documentari, ai concerti dei Depeche Mode o dei Tool partecipo dal divano di casa, in quei pantaloni taglia 40 non rientrerò più, il cucchiaio non si tufferà nel vasetto della Nutella, alcune persone con cui avrei voluto scambiare le ultime quattro chiacchiere non le rivedrò più. È la vita, mi dico, è così che vanno le cose. Un giorno fai il bagno a mare a mezzanotte e l'indomani ti ritrovi pieno di dolori mentre ti siedi sul divano con il fatidico Oplallà di sottofondo.
Ieri sera a cena con i miei cari però mi sono sentita molto fortunata. Ho tenuto questa cosa per me perché non so se ci avete fatto caso ma dire di star bene, di vivere un momento felice porta inesorabilmente all'immediata catastrofe. Così ho goduto in silenzio e persino quella odiosa cenere vulcanica che cadeva sui piatti mi è parsa una benedizione.
Concludo le mie elucubrazioni col pensiero che dopotutto non è così male andare avanti se sei voluto bene dai tuoi cari e persino da persone mai conosciute di persona che ti pensano. L'importante, mi dico, è seminare bene qualunque cosa fai non tanto per avere riscontro dagli altri ma per sentirsi in pace con sé stessi

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