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Lettere da lontano

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Il lungo epistolario racchiudeva  un'armonia per certi versi sconosciuta; forse, si diceva Marta fra sé e sé, solo le cose intangibili hanno un tale potere, quella capacità di sceverare dagli animi esclusivamente il meglio. Scrivere poi era qualcosa di magico per lei: dover mettere nero su bianco le proprie sensazioni, le emozioni più recondite, era come liberarsi dalla corazza indossata ogni ora di ogni giorno. Luisa, così simile a lei per quella estrema sensibilità che rende il vivere una cosa ardua e piena di ostacoli, era presente col pensiero più di coloro che le stavano affianco. Erano ormai molti anni che si scambiavano pensieri, non spesso in verità ma in modo sincero ed intenso. Avevano anche fantasticato di incontrarsi un giorno, in Provenza o in un posto altrettanto magico. Poi la vita, così rigorosa nell'attuare i suoi piani, aveva deciso altrimenti e gli accadimenti avevano spento questa piccola scintilla. La vita, pensava con un velo di malinconia, è una cosa così...

Pescatori

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  Inebriante, l'aria che sale su per le narici è fresca e punzecchia un po'. Il vento di ponente scompiglia i ricci già per loro natura ribelli, unico strascico di una gioventù ormai lontana. Sempre il mare a ricordarti il moto della vita fra calma placida e onde tempestose. Mare che a volte è viola e a volte blu come l'anima tua presa dalle cose. Le mani nodose come le corde che intrecciavi, la pelle scura di salsedine e sole. Lo sguardo non più acuto scruta il profilo lontano di pescherecci gravidi. Fra poco il porto sarà in fermento fra urla di chi vende e di chi compra. Compare Totò lo raggiunge, un breve cenno della testa il loro reciproco saluto. In silenzio guardano i pescherecci avvicinarsi al molo ed attraccare: braccia giovani e forti luccicano di sudore e acqua. I due compari sempre zitti provano una leggera fitta al cuore perché quella vita, così dura e a volte amara, manca come l'aria. Adesso dormono la notte come tutti e pranzano in famiglia, la vita è un ...

In principio fu il verbo

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Con le parole si gioca, si costruiscono mondi e se ne distruggono altri. Le parole sono uno strumento potentissimo. In principio fu il verbo non dimentichiamolo. La parola è suono ancor prima di diventare segno, è vibrazione interiore ancor prima di essere esternata. Con le parole stabiliamo contatti, confronti, condivisioni. In questi tempi in cui siamo apparentemente liberi di dire ciò che vogliamo c'è un gran frastuono di parole che creano solo un bel guazzabuglio. Nessun controllo di sé, nessuna capacità di soppesare prima di fare uscire quel suono dalla propria bocca. Tutti dicono tutto e dunque alla fine non dicono un bel niente. Questo mi riporta alla riflessione che non si sa fare uso delle parole perché non si è innanzitutto capaci di ascoltare se stessi né tantomeno di sentire l'altro. E qui il verbo sentire lo uso appositamente perché come ho scritto tempo fa ascoltare lo fai con le orecchie ma per sentire si usano tutti i sensi; un verbo che deriva dal latino sĕntir...