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Piccoli cristalli

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La vita è fatta di tante cose lo sappiamo bene. Forse quelle che danno più sapore e che fanno la differenza sono quelle piccole piccole, microscopici cristalli che porteranno colore e gioia. Seguo un blog Finestre lit-blog e i relativi gruppi Finestre lit-blog   e L'irregolare. Voci, poesie, insubordinazioni ormai da tempo e con molto piacere perché c'è spazio per dialogare di poesia e di sensazioni comuni, di bellezza e di creatività. Così quando qualche mese fa David La Mantia e Melania Valenti hanno proposto di dare vita ad una antologia di prose liriche ho aderito subito con piacere. Perché spesso il mio modo di scrivere resta in bilico fra la poesia e la prosa, perché che io sappia non ci sono altre raccolte così, perché l'entusiasmo di queste due persone, e di tutta la redazione, è travolgente. Ne è nato anche un progetto editoriale a cura di ChiareVoci Edizioni di Giuseppe Carlo Airaghi. Ed eccola finalmente fra le mie mani! Onorata di farne parte con questa mia...

Le giornate della merla, il web e il freddo che… non c’è

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Sapete qual è una delle caratteristiche della nostra società? Quella di essere connessi sempre, ovunque, per tutto. Desideri un’informazione? C’è questa mamma cibernetica che tutto conosce e tutto ti dirà. Anche per il meteo in tempo reale, una volta mettevamo il nasino fuori dalla finestra e tanto bastava a farci sapere “che tempo fa”, oggi preferiamo un supporto che sia più affidabile delle nostre narici congelate, lo sa bene la famosa merla della omonima leggenda; eccola lassù, nera come la pece con il suo becco giallo oro, che si gode lo spettacolo di una strana umanità dall’alto di un ramo spoglio. I nostri nonni raccontano che gli ultimi giorni di gennaio vengono dedicati a questo amico piumato perché, narra la leggenda, in un tempo lontano una giovane merla sorpresa dall'improvviso ritorno del gelo volò a ripararsi dentro un comignolo trovando il tepore che le permise di tornare a volare, sana e salva, proprio il primo giorno di febbraio. Il calore del comignolo regalò alla ...

Vita di un mattone che divenne casa

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Nando si   guardò intorno per la prima volta. Intravedeva molte cose ma era assai confuso quando sentì "psss psss non preoccuparti, chiedi a me tutto quello che vuoi sapere. Quelli che stai guardando sono uomini muratori: loro ci creano, ci prendono e ci impilano. Dicono che ognuno di noi deve essere perfetto perché tutti insieme saremo un'altra cosa, una casa. La nostra è già a buon punto, io la chiamo mamma". Nando rimase senza fiato e cercò di guardare oltre "e quella cos'è?" chiese timido. "Si chiama erba ed è verde e fresca. Dicono che finita la mamma gli uomini abitanti ci giocheranno su e pianteranno fiori. E quello lassù è il cielo! E' azzurro ma a volte diventa buio e cade acqua che può rovinarci se è troppa". Dopo un fiume di domande, p roprio mentre Nando stava per chiedere il nome, a quel mattone, fu afferrato da un uomo muratore e portato via lontano. Non lo  rivide più; il povero mattone cercò di dire a Nando che il suo nome era G...