Post

In principio fu il verbo

Immagine
Con le parole si gioca, si costruiscono mondi e se ne distruggono altri. Le parole sono uno strumento potentissimo. In principio fu il verbo non dimentichiamolo. La parola è suono ancor prima di diventare segno, è vibrazione interiore ancor prima di essere esternata. Con le parole stabiliamo contatti, confronti, condivisioni. In questi tempi in cui siamo apparentemente liberi di dire ciò che vogliamo c'è un gran frastuono di parole che creano solo un bel guazzabuglio. Nessun controllo di sé, nessuna capacità di soppesare prima di fare uscire quel suono dalla propria bocca. Tutti dicono tutto e dunque alla fine non dicono un bel niente. Questo mi riporta alla riflessione che non si sa fare uso delle parole perché non si è innanzitutto capaci di ascoltare se stessi né tantomeno di sentire l'altro. E qui il verbo sentire lo uso appositamente perché come ho scritto tempo fa ascoltare lo fai con le orecchie ma per sentire si usano tutti i sensi; un verbo che deriva dal latino sĕntir...

Adolescenti, questi sconosciuti

Immagine
  Certo, ci siamo passati tutti, ma non è mica facile averci a che fare quando tu non lo sei più da almeno quarant’anni. Questo esercito armato di ormoni, mi attende per una serie di incontri presso un istituto superiore. Gli incontri verteranno su un argomento a me tanto caro… a loro un po’ meno: leggere per il piacere di farlo, che sarebbe un po’ come parlare di alta moda con una squadra di rugby, ergo: interesse pari a zero. Bisogna provare a far conoscere qualcosa di diverso a questi giovani cervelli immersi in una terra di mezzo tra infanzia ed età adulta. Gli insegnanti sono giovani, hanno promosso questo progetto e oscillano tra entusiasmo e timore, tra “sarà bellissimo” e “sarà tutto inutile”. L’istituto è uno di quelli che in gergo si definisce “di frontiera”, in un quartiere difficile dove la scuola diventa un interregno sospeso sopra la malavita, sì perché alcuni di quei ragazzi vivono situazioni familiari difficili e sono loro stessi con un piede nell’illegalità. Su buo...

Rituali e cambiamenti

Immagine
Pensieri del mattino  "Da che poteva ricordare ogni mattina aveva messo in atto un piccolo rituale. In religioso silenzio avvolta nella calda vestaglia rossa o, in estate, in totale libertà, entrava in cucina seguita dalla gatta, apriva lo sportello in alto e tirava giù caffettiera e caffè, versava piano l’acqua, dosava sapientemente la polvere, metteva su e aspettava, ancora insonnolita, quel dolce suono seguito subito dal tipico borbottio. Versava nella tazzina quella bevanda calda e nera, zucchero, una giratina col cucchiaino, lenta, quasi una carezza. E poi iniziava a sorseggiare davanti alla finestra: se era bel tempo l’occhio si perdeva nel blu del mare, contava le navi al porto e poi oltre la Playa, Augusta, le ciminiere fumanti e Siracusa e oltre, senza un confine preciso. A sinistra il sole iniziava la sua salita e la luna via di corsa diventava sempre più trasparente. Poi pian piano, la tazzina ancora piena per metà, dedicava un po’ di tempo alla finestra opposta: e lì i...