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Pescatori

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  Inebriante, l'aria che sale su per le narici è fresca e punzecchia un po'. Il vento di ponente scompiglia i ricci già per loro natura ribelli, unico strascico di una gioventù ormai lontana. Sempre il mare a ricordarti il moto della vita fra calma placida e onde tempestose. Mare che a volte è viola e a volte blu come l'anima tua presa dalle cose. Le mani nodose come le corde che intrecciavi, la pelle scura di salsedine e sole. Lo sguardo non più acuto scruta il profilo lontano di pescherecci gravidi. Fra poco il porto sarà in fermento fra urla di chi vende e di chi compra. Compare Totò lo raggiunge, un breve cenno della testa il loro reciproco saluto. In silenzio guardano i pescherecci avvicinarsi al molo ed attraccare: braccia giovani e forti luccicano di sudore e acqua. I due compari sempre zitti provano una leggera fitta al cuore perché quella vita, così dura e a volte amara, manca come l'aria. Adesso dormono la notte come tutti e pranzano in famiglia, la vita è un ...

In principio fu il verbo

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Con le parole si gioca, si costruiscono mondi e se ne distruggono altri. Le parole sono uno strumento potentissimo. In principio fu il verbo non dimentichiamolo. La parola è suono ancor prima di diventare segno, è vibrazione interiore ancor prima di essere esternata. Con le parole stabiliamo contatti, confronti, condivisioni. In questi tempi in cui siamo apparentemente liberi di dire ciò che vogliamo c'è un gran frastuono di parole che creano solo un bel guazzabuglio. Nessun controllo di sé, nessuna capacità di soppesare prima di fare uscire quel suono dalla propria bocca. Tutti dicono tutto e dunque alla fine non dicono un bel niente. Questo mi riporta alla riflessione che non si sa fare uso delle parole perché non si è innanzitutto capaci di ascoltare se stessi né tantomeno di sentire l'altro. E qui il verbo sentire lo uso appositamente perché come ho scritto tempo fa ascoltare lo fai con le orecchie ma per sentire si usano tutti i sensi; un verbo che deriva dal latino sĕntir...

Adolescenti, questi sconosciuti

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  Certo, ci siamo passati tutti, ma non è mica facile averci a che fare quando tu non lo sei più da almeno quarant’anni. Questo esercito armato di ormoni, mi attende per una serie di incontri presso un istituto superiore. Gli incontri verteranno su un argomento a me tanto caro… a loro un po’ meno: leggere per il piacere di farlo, che sarebbe un po’ come parlare di alta moda con una squadra di rugby, ergo: interesse pari a zero. Bisogna provare a far conoscere qualcosa di diverso a questi giovani cervelli immersi in una terra di mezzo tra infanzia ed età adulta. Gli insegnanti sono giovani, hanno promosso questo progetto e oscillano tra entusiasmo e timore, tra “sarà bellissimo” e “sarà tutto inutile”. L’istituto è uno di quelli che in gergo si definisce “di frontiera”, in un quartiere difficile dove la scuola diventa un interregno sospeso sopra la malavita, sì perché alcuni di quei ragazzi vivono situazioni familiari difficili e sono loro stessi con un piede nell’illegalità. Su buo...