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Adolescenti, questi sconosciuti

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  Certo, ci siamo passati tutti, ma non è mica facile averci a che fare quando tu non lo sei più da almeno quarant’anni. Questo esercito armato di ormoni, mi attende per una serie di incontri presso un istituto superiore. Gli incontri verteranno su un argomento a me tanto caro… a loro un po’ meno: leggere per il piacere di farlo, che sarebbe un po’ come parlare di alta moda con una squadra di rugby, ergo: interesse pari a zero. Bisogna provare a far conoscere qualcosa di diverso a questi giovani cervelli immersi in una terra di mezzo tra infanzia ed età adulta. Gli insegnanti sono giovani, hanno promosso questo progetto e oscillano tra entusiasmo e timore, tra “sarà bellissimo” e “sarà tutto inutile”. L’istituto è uno di quelli che in gergo si definisce “di frontiera”, in un quartiere difficile dove la scuola diventa un interregno sospeso sopra la malavita, sì perché alcuni di quei ragazzi vivono situazioni familiari difficili e sono loro stessi con un piede nell’illegalità. Su buo...

Rituali e cambiamenti

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Pensieri del mattino  "Da che poteva ricordare ogni mattina aveva messo in atto un piccolo rituale. In religioso silenzio avvolta nella calda vestaglia rossa o, in estate, in totale libertà, entrava in cucina seguita dalla gatta, apriva lo sportello in alto e tirava giù caffettiera e caffè, versava piano l’acqua, dosava sapientemente la polvere, metteva su e aspettava, ancora insonnolita, quel dolce suono seguito subito dal tipico borbottio. Versava nella tazzina quella bevanda calda e nera, zucchero, una giratina col cucchiaino, lenta, quasi una carezza. E poi iniziava a sorseggiare davanti alla finestra: se era bel tempo l’occhio si perdeva nel blu del mare, contava le navi al porto e poi oltre la Playa, Augusta, le ciminiere fumanti e Siracusa e oltre, senza un confine preciso. A sinistra il sole iniziava la sua salita e la luna via di corsa diventava sempre più trasparente. Poi pian piano, la tazzina ancora piena per metà, dedicava un po’ di tempo alla finestra opposta: e lì i...

Rituali

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L'ACAF, associazione catanese amatori fotografia, è una realtà pulsante e viva, capace di fare uscire le parti più recondite dei soci. Il contest "Rituali" ne è un vivido esempio. I partecipanti hanno immortalato momenti personali o meno che si ripetono nel tempo. Il premio della critica è stato assegnato a Massimo Malgioglio con una foto semplice ed esplicativa. Riporto le parole dell'avvocato Pippo Pappalardo, profondo conoscitore del mondo dell'immagine e della fotografia per formazione e per passione, curatore di molte manifestazioni fotografiche, per l'occasione giudice del contest. "In un espressivo Massimo Malgioglio compone il ritratto di una donna anziana che affida alla sua vigile attenzione la "rituale" necessità di fare i conti. L'immagine è accattivante per pulizia ambientazione e disposizione della scena: due sedie, la superficie vuota di un tavolo e poi una biro, una mano e il rito, quasi un dovere religioso di mettere in ord...