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Visualizzazione dei post con l'etichetta infinitamente piccolo

Vita di un mattone che divenne casa

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Nando si   guardò intorno per la prima volta. Intravedeva molte cose ma era assai confuso quando sentì "psss psss non preoccuparti, chiedi a me tutto quello che vuoi sapere. Quelli che stai guardando sono uomini muratori: loro ci creano, ci prendono e ci impilano. Dicono che ognuno di noi deve essere perfetto perché tutti insieme saremo un'altra cosa, una casa. La nostra è già a buon punto, io la chiamo mamma". Nando rimase senza fiato e cercò di guardare oltre "e quella cos'è?" chiese timido. "Si chiama erba ed è verde e fresca. Dicono che finita la mamma gli uomini abitanti ci giocheranno su e pianteranno fiori. E quello lassù è il cielo! E' azzurro ma a volte diventa buio e cade acqua che può rovinarci se è troppa". Dopo un fiume di domande, p roprio mentre Nando stava per chiedere il nome, a quel mattone, fu afferrato da un uomo muratore e portato via lontano. Non lo  rivide più; il povero mattone cercò di dire a Nando che il suo nome era G...

L'infinitamente piccolo

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Ci sono cose talmente piccole che, nonostante facciano parte della nostra quotidianità, non sappiamo nemmeno che esistano. Ci sono particolari che, sebbene parte di qualcosa di più complesso, estrapolati dal loro naturale contesto, appaiono irriconoscibili. La macro fotografia ci aiuta in questo. L’ingrandimento, oltre la normale capacità dell’occhio umano, apre nuovi mondi, il micro sconfina quasi nel macro, l’infinitesimo nell’infinito. Ma se è vero che la fotografia è finzione (in base all’inquadratura e a sapienti giochi di luce possiamo far apparire o scomparire elementi, persone, anche folle intere), la macro fotografia lo è ancor di più: e quindi potremo far sembrare grandissimo un piccolo insetto trasformare un graffio in una stella cadente  e perfino far apparire come cattivissima la nostra tanto amata innocente coccinella. Massimo Malgioglio Massimo Malgioglio  Bio

Profumo d'inverno

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C'era una volta, tanto tempo fa, un piccolo pettirosso infreddolito. L'inverno, con le sue ali gelate, aveva avvolto tutto e il piccolo uccellino, stremato, volava a fatica da un albero all'altro, tentando di trovare protezione tra i rami. Nessun albero però sembrava avere compassione per quella bestiolina che veniva cacciata da tutti gli alberi del bosco. Solo un cespuglio, con le sue ultime esili foglie, lo chiamò :"Piccolino, vieni qui. Non ho molte foglie ma se ti accoccolerai qui, proprio nel mezzo, ti saprò riscaldare." L'uccellino volò tra quei rami seminudi, chiuse gli occhietti tondi e, confortato, si addormentò. Una fata, commossa da quel tenero gesto, si avvicinò al cespuglio e così gli parlò: "Sei stato buono e amorevole con questa piccola creatura, meriti un dono." Sui rami spogli nacquero piccoli fiori gialli dal cuore rosso  come il petto dell'uccellino. "Tu fiorirai ogni inverno quando tutta la terra riposa. Con la neve e la ...

U curtigghiu

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Arturo Ferrari  Cortile quattrocentesco a Castiglione Olona - 1895 C'è stato un tempo poi non così lontano in cui dentro la città, nel paese, erano presenti tanti piccoli nuclei. Ad osservarla questa cosa è un po' come una lezione di biologia con le cellule, gli atomi e tutto il resto. Questi piccoli, microscopici mondi erano le corti o cortili. Poche case che si affacciavano tutte su questo spazio. La vita di chi abitava lì non conosceva la parola privacy ma di sicuro le parole scambio e solidarietà sì. Affacciate alla porta di casa, sedute su quelle vecchie sedie, le donne pulivano fave o piselli, ricamavano o pettinavano i capelli ai bambini mentre si scambiavano le opinioni più disparate su questo o quel conoscente comune. Gli uomini la sera li trovavi attorno ad un tavolo a giocare a briscola o a discutere di politica e gli anziani, circondati dai bambini, raccontavano le loro storie aggiungendo ogni sera qualcosa in più. Il cortile era un piccolo mondo con i suoi pro e i ...