Lettere da lontano
Il lungo epistolario racchiudeva un'armonia per certi versi sconosciuta; forse, si diceva Marta fra sé e sé, solo le cose intangibili hanno un tale potere, quella capacità di sceverare dagli animi esclusivamente il meglio. Scrivere poi era qualcosa di magico per lei: dover mettere nero su bianco le proprie sensazioni, le emozioni più recondite, era come liberarsi dalla corazza indossata ogni ora di ogni giorno. Luisa, così simile a lei per quella estrema sensibilità che rende il vivere una cosa ardua e piena di ostacoli, era presente col pensiero più di coloro che le stavano affianco. Erano ormai molti anni che si scambiavano pensieri, non spesso in verità ma in modo sincero ed intenso. Avevano anche fantasticato di incontrarsi un giorno, in Provenza o in un posto altrettanto magico. Poi la vita, così rigorosa nell'attuare i suoi piani, aveva deciso altrimenti e gli accadimenti avevano spento questa piccola scintilla. La vita, pensava con un velo di malinconia, è una cosa così strana, una corsa spasmodica ad inseguire questo o quel progetto, priorità che si rivelano sciocchezze, persone che scompaiono velocemente così come sono apparse. Poche sono le cose certe e imprescindibili e Luisa era fra queste. Proprio mentre faceva queste riflessioni suonò il postino. Marta sorrise sicura di avere di lì a poco fra le mani una nuova lettera, di sentire l'odore della carta e di vivere la magia di aprire la busta. Quando accadeva pensava che la vita non era poi così male.
10/06/2026

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