Marina Malgioglio nasce a Catania, città alla quale rimane profondamente legata pur condividendo il suo tempo con l'amata Toscana. Dopo aver esplorato diverse tecniche decorative, nel 1993 si avvicina alla pittura su porcellana, ambito che diverrà il fulcro della sua attività artistica. Nel 2000 apre a Catania il suo atelier, l'unico in città interamente dedicato a questa forma d'arte. Nell'anno accademico 2002/2003, assieme all'artista Manuela Di Mauro, tiene un corso di decorazione su porcellana patrocinato dalla Provincia Regionale di Catania, avviando così un lungo percorso di insegnamento. Nel biennio 2017/2018 dà vita al progetto sic:est insieme al pittore Francesco Nash, con l'intento di trasporre sulla porcellana l'universo pittorico di quest'ultimo. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre ospitate in prestigiose dimore storiche siciliane. E' inoltre stata redattrice per il semestrale Il Tacchino Zoppo ed è attualmente redattrice per il magazine on line Spazi Esclusi, con la rubrica Pensieri Insonni. Ha pubblicato con Riccardo G. Palmieri il libro Un caso letterario (2020) e alcuni suoi componimenti sono comparsi sulla rivista Il Lucano. I suoi aforismi sono presenti nelle ultime tre edizioni di Monoverso, l'agenda letteraria di G. C. L. Edizioni. Una sua poesia è stata inserita nella raccolta Il cielo sopra Gaza ed una sua prosa lirica è inserita nella raccolta Anteprime - Le prose liriche di Finestre. Nell'agosto del 2025 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica dal titolo Pensieri Insonni edito da G. C, L, Edizioni.
Profumo d'inverno
C'era una volta, tanto tempo fa, un piccolo pettirosso infreddolito. L'inverno, con le sue ali gelate, aveva avvolto tutto e il piccolo uccellino, stremato, volava a fatica da un albero all'altro, tentando di trovare protezione tra i rami. Nessun albero però sembrava avere compassione per quella bestiolina che veniva cacciata da tutti gli alberi del bosco. Solo un cespuglio, con le sue ultime esili foglie, lo chiamò :"Piccolino, vieni qui. Non ho molte foglie ma se ti accoccolerai qui, proprio nel mezzo, ti saprò riscaldare." L'uccellino volò tra quei rami seminudi, chiuse gli occhietti tondi e, confortato, si addormentò. Una fata, commossa da quel tenero gesto, si avvicinò al cespuglio e così gli parlò: "Sei stato buono e amorevole con questa piccola creatura, meriti un dono." Sui rami spogli nacquero piccoli fiori gialli dal cuore rosso come il petto dell'uccellino. "Tu fiorirai ogni inverno quando tutta la terra riposa. Con la neve e la ...
Commenti
Posta un commento