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Visualizzazione dei post con l'etichetta letteratura

Piccoli cristalli

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La vita è fatta di tante cose lo sappiamo bene. Forse quelle che danno più sapore e che fanno la differenza sono quelle piccole piccole, microscopici cristalli che porteranno colore e gioia. Seguo un blog Finestre lit-blog e i relativi gruppi Finestre lit-blog   e L'irregolare. Voci, poesie, insubordinazioni ormai da tempo e con molto piacere perché c'è spazio per dialogare di poesia e di sensazioni comuni, di bellezza e di creatività. Così quando qualche mese fa David La Mantia e Melania Valenti hanno proposto di dare vita ad una antologia di prose liriche ho aderito subito con piacere. Perché spesso il mio modo di scrivere resta in bilico fra la poesia e la prosa, perché che io sappia non ci sono altre raccolte così, perché l'entusiasmo di queste due persone, e di tutta la redazione, è travolgente. Ne è nato anche un progetto editoriale a cura di ChiareVoci Edizioni di Giuseppe Carlo Airaghi. Ed eccola finalmente fra le mie mani! Onorata di farne parte con questa mia...

Vita di un mattone che divenne casa

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Nando si   guardò intorno per la prima volta. Intravedeva molte cose ma era assai confuso quando sentì "psss psss non preoccuparti, chiedi a me tutto quello che vuoi sapere. Quelli che stai guardando sono uomini muratori: loro ci creano, ci prendono e ci impilano. Dicono che ognuno di noi deve essere perfetto perché tutti insieme saremo un'altra cosa, una casa. La nostra è già a buon punto, io la chiamo mamma". Nando rimase senza fiato e cercò di guardare oltre "e quella cos'è?" chiese timido. "Si chiama erba ed è verde e fresca. Dicono che finita la mamma gli uomini abitanti ci giocheranno su e pianteranno fiori. E quello lassù è il cielo! E' azzurro ma a volte diventa buio e cade acqua che può rovinarci se è troppa". Dopo un fiume di domande, p roprio mentre Nando stava per chiedere il nome, a quel mattone, fu afferrato da un uomo muratore e portato via lontano. Non lo  rivide più; il povero mattone cercò di dire a Nando che il suo nome era G...

Dove inizia il mare?

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Ho finito di leggere Oceano mare di Baricco ("ah non l'avevi ancora letto?" direte voi, "con i miei tempi faccio tutto" dico io) e ora sono qua che vorrei scrivere che sensazioni mi ha lasciato e mi ritrovo con il bianco di quelle tele di Plasson che a molti sembra solo bianco e ad alcuni un mondo intero. Ho letto il libro con la sensazione di assistere ad una pièce teatrale, persino nelle parti in cui i personaggi sono dinamici io ho avvertito staticità, quella che preannuncia qualcosa, bella o brutta si scoprirà. I personaggi, così definiti e ai limiti del verosimile, si muovono come attori sulla scena. C'è quasi un cullare di onde che li porta a muoversi nelle proprie vite, così apparentemente distanti, così intimamente unite.  Vite che si incontrano nella magica locanda Almayer, luogo in cui più che i corpi si incontrano le anime e si incontra se stessi. Un cerchio che si chiude con la perfezione che solo il destino riesce ad avere.  Che dire, sento anco...

Il cielo sopra Gaza

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Sono molto contenta o forse dovrei dire che sono travolta da tanti sentimenti. Sono onorata d'aver partecipato a questa splendida e sentita iniziativa  e ancora più che il mio contributo poetico sia presente in questa antologia di poesie edita da  Rayuela Edizioni s critte per Gaza. Ringrazio Milton Fernández per tutto l'impegno profuso e aver dato corpo alle voci di dissenso, di indignazione, di rabbia e di compenetrazione che hanno invaso i nostri cuori. Scrivere acquista un valore in più quando ci rende uniti in una sola voce.  Marina Malgioglio Marina Malgioglio Bio

O Capitano! Mio Capitano!

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  O Capitano! Mio Capitano! La stragrande maggioranza di noi ha imparato a conoscere questi splendidi versi grazie a un film, "L'attimo fuggente", che è entrato di diritto fra gli imprescindibili. Ma quanti hanno memorizzato che questi splendidi versi sono di Walt Whitman? Chi ha letto altro di lui? Io ricordo ancora la prima poesia che mi capitò sotto al naso Se tardi a trovarmi, insisti. Se non ci sono in nessun posto, cerca in un altro, perché io sono seduto da qualche parte, ad aspettare te... E se non mi trovi più, in fondo ai tuoi occhi, allora vuol dire che sono dentro di te. Ricordo ancora quanto mi emozionò. Incuriosita lessi ancora di lui e mi ritrovai fra lunghissime poesie e un patriottismo tutto americano difficile per me da comprendere. Ma dai suoi versi l'eco di questo orgoglio nazionale emerge ad indicare quanto all'epoca (siamo a metta '800) ogni americano si sentisse partecipe nella creazione di una nazione. Questo probabilmente noi europei ...