La rosa bianca
Il mio giardino ha avuto negli anni molte piante di rose. Non sono un'esperta e non conosco le varietà ma so che c'era la rosa gialla: era vicino al sedile di Massimo e godeva dell'ombra dell'ulivo, aveva all'interno delle delicatissime striature rossastre e un buon profumo. Più in là c'era quella arancione, vicino alla palma: il suo odore era intenso e inebriante e io usai proprio i suoi petali per fare il rosolio.
Poi tutte in fila vicino ai frangivento c'erano nell'ordine: la rosa nera, la rosellina d'Africa e la rosa rosa.
La rosa nera divenne di un bel viola intenso dopo una errata potatura. Faceva un solo fiore gigantesco con i petali ciccioni ed emanava anch'essa un profumo deciso. La rosellina d'Africa c'è ancora: una pianta ostinata, sembra davvero avvezza al variare del clima tipico dei paesini pedemontani. Ha piccoli fiori rossi che sbocciano a gruppetti: sembrano un gruppetto di amici pronti al divertimento. La rosa rosa mi è sempre sembrata fare un po' fatica ad emergere fra le sue colleghe: era profumata ma non troppo, bella ma non troppo eppure aveva a suo modo un certo fascino.
Lungo il muro di cinta poi facevano la loro bella figura le roselline rampicanti, allegre e sempre pronte ad accogliere api e calabroni. La rosa inglese ahimè è ormai solo un ricordo: cresceva in disparte forse per un atavico snobismo, non saprei. E poi c'era lei: la rosa bianca. Piena piena di petali setosi e con i pistilli giallo ocra, aveva un profumo celestiale e la sua era una bellezza algida, regale. Ieri mi ha fatto una sorpresa sbocciando all'improvviso con soli cinque petali: niente più orpelli ma solo cinque candidi petali. L'ho osservata a lungo ed è stato come se quell'unico fiore mi dimostrasse che il ciclo della vita è pressoché uguale per tutti. Da giovane ami apparire, ti agghindi, ti trucchi e a volte sovraccarichi la tua figura per essere notato dagli altri ma con gli anni via via abbandoni il di più e punti all'essenziale divenendo davvero te stesso
Poi tutte in fila vicino ai frangivento c'erano nell'ordine: la rosa nera, la rosellina d'Africa e la rosa rosa.
La rosa nera divenne di un bel viola intenso dopo una errata potatura. Faceva un solo fiore gigantesco con i petali ciccioni ed emanava anch'essa un profumo deciso. La rosellina d'Africa c'è ancora: una pianta ostinata, sembra davvero avvezza al variare del clima tipico dei paesini pedemontani. Ha piccoli fiori rossi che sbocciano a gruppetti: sembrano un gruppetto di amici pronti al divertimento. La rosa rosa mi è sempre sembrata fare un po' fatica ad emergere fra le sue colleghe: era profumata ma non troppo, bella ma non troppo eppure aveva a suo modo un certo fascino.
Lungo il muro di cinta poi facevano la loro bella figura le roselline rampicanti, allegre e sempre pronte ad accogliere api e calabroni. La rosa inglese ahimè è ormai solo un ricordo: cresceva in disparte forse per un atavico snobismo, non saprei. E poi c'era lei: la rosa bianca. Piena piena di petali setosi e con i pistilli giallo ocra, aveva un profumo celestiale e la sua era una bellezza algida, regale. Ieri mi ha fatto una sorpresa sbocciando all'improvviso con soli cinque petali: niente più orpelli ma solo cinque candidi petali. L'ho osservata a lungo ed è stato come se quell'unico fiore mi dimostrasse che il ciclo della vita è pressoché uguale per tutti. Da giovane ami apparire, ti agghindi, ti trucchi e a volte sovraccarichi la tua figura per essere notato dagli altri ma con gli anni via via abbandoni il di più e punti all'essenziale divenendo davvero te stesso

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