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Dove inizia il mare?

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Ho finito di leggere Oceano mare di Baricco ("ah non l'avevi ancora letto?" direte voi, "con i miei tempi faccio tutto" dico io) e ora sono qua che vorrei scrivere che sensazioni mi ha lasciato e mi ritrovo con il bianco di quelle tele di Plasson che a molti sembra solo bianco e ad alcuni un mondo intero. Ho letto il libro con la sensazione di assistere ad una pièce teatrale, persino nelle parti in cui i personaggi sono dinamici io ho avvertito staticità, quella che preannuncia qualcosa, bella o brutta si scoprirà. I personaggi, così definiti e ai limiti del verosimile, si muovono come attori sulla scena. C'è quasi un cullare di onde che li porta a muoversi nelle proprie vite, così apparentemente distanti, così intimamente unite.  Vite che si incontrano nella magica locanda Almayer, luogo in cui più che i corpi si incontrano le anime e si incontra se stessi. Un cerchio che si chiude con la perfezione che solo il destino riesce ad avere.  Che dire, sento anco...

L'infinitamente piccolo

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Ci sono cose talmente piccole che, nonostante facciano parte della nostra quotidianità, non sappiamo nemmeno che esistano. Ci sono particolari che, sebbene parte di qualcosa di più complesso, estrapolati dal loro naturale contesto, appaiono irriconoscibili. La macro fotografia ci aiuta in questo. L’ingrandimento, oltre la normale capacità dell’occhio umano, apre nuovi mondi, il micro sconfina quasi nel macro, l’infinitesimo nell’infinito. Ma se è vero che la fotografia è finzione (in base all’inquadratura e a sapienti giochi di luce possiamo far apparire o scomparire elementi, persone, anche folle intere), la macro fotografia lo è ancor di più: e quindi potremo far sembrare grandissimo un piccolo insetto trasformare un graffio in una stella cadente  e perfino far apparire come cattivissima la nostra tanto amata innocente coccinella. Massimo Malgioglio Massimo Malgioglio, classe ’66, si occupa di grafica pubblicitaria da quasi quarant’anni; al suo lavoro ha, quasi casualmente, af...

Profumo d'inverno

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C'era una volta, tanto tempo fa, un piccolo pettirosso infreddolito. L'inverno, con le sue ali gelate, aveva avvolto tutto e il piccolo uccellino, stremato, volava a fatica da un albero all'altro, tentando di trovare protezione tra i rami. Nessun albero però sembrava avere compassione per quella bestiolina che veniva cacciata da tutti gli alberi del bosco. Solo un cespuglio, con le sue ultime esili foglie, lo chiamò :"Piccolino, vieni qui. Non ho molte foglie ma se ti accoccolerai qui, proprio nel mezzo, ti saprò riscaldare." L'uccellino volò tra quei rami seminudi, chiuse gli occhietti tondi e, confortato, si addormentò. Una fata, commossa da quel tenero gesto, si avvicinò al cespuglio e così gli parlò: "Sei stato buono e amorevole con questa piccola creatura, meriti un dono." Sui rami spogli nacquero piccoli fiori gialli dal cuore rosso  come il petto dell'uccellino. "Tu fiorirai ogni inverno quando tutta la terra riposa. Con la neve e la ...