Le giornate della merla, il web e il freddo che… non c’è









Sapete qual è una delle caratteristiche della nostra società? Quella di essere connessi sempre, ovunque, per tutto. Desideri un’informazione? C’è questa mamma cibernetica che tutto conosce e tutto ti dirà. Anche per il meteo in tempo reale, una volta mettevamo il nasino fuori dalla finestra e tanto bastava a farci sapere “che tempo fa”, oggi preferiamo un supporto che sia più affidabile delle nostre narici congelate, lo sa bene la famosa merla della omonima leggenda; eccola lassù, nera come la pece con il suo becco giallo oro, che si gode lo spettacolo di una strana umanità dall’alto di un ramo spoglio.
I nostri nonni raccontano che gli ultimi giorni di gennaio vengono dedicati a questo amico piumato perché, narra la leggenda, in un tempo lontano una giovane merla sorpresa dall'improvviso ritorno del gelo volò a ripararsi dentro un comignolo trovando il tepore che le permise di tornare a volare, sana e salva, proprio il primo giorno di febbraio.
Il calore del comignolo regalò alla bestiola il conforto che cercava mentre la fuliggine impresse il suo colore alle piume.
Oggi anche chi non conosce la leggenda ha avuto modo di sentirne parlare da settimane grazie al web che ci ha presentato post di ogni genere dedicati al freddo polare previsto dal copione di una romantica fiaba popolare. I miei concittadini si sono adeguati, in barba ai cambiamenti climatici, tirando fuori dagli armadi sciarpe pesanti e cappelli da alpinista, cappotti da fare invidia a un orso bruno e stivali con pelo di non si sa bene cosa.
La moderna Sibilla cibernetica ha previsto un’ondata di gelo e ondata di gelo sarà. Eccoci arrivati alla prima delle tre “giornate della merla”. La città si è svegliata sotto un cielo caratterizzato da nuvole ballerine spinte via velocemente dal vento per far spazio a un arcobaleno talmente grande e nitido da sembrare finto, una pioggia marzolina che ha fatto brillare l’aria e una temperatura di 15°, il tutto condito da bulbi in pieno germoglio e allegro cinguettio di uccellini.
No! Se Google ha detto che queste sono le giornate più rigide dell’anno, non dobbiamo credere a tutto quello che vediamo mettendo il naso fuori di casa! Così, eccoli là i miei concittadini, mentre affrontano il gelo che non c’è, bardati come il comandante Nobile con buona pace della merla che, dal suo ramo, li osserva lisciandosi le penne che il sole fa brillare in mille riflessi azzurri e argento.
Sono quasi certa di averla vista scuotere il capino in un misto di compassione e tenerezza per questa strana specie animale che non si fida più di se stessa.

Barbara Giuliano


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