Giornata internazionale del gatto


Le giornate internazionali, dedicate ora a questo ora a quello, sembrano essere diventate tante quanto i giorni dell'anno. Ogni mattina puntuale sui social campeggiano auguri di ogni sorta. E va da sé ovviamente che subito si inneschi l'immancabile polemica! Giornate sì giornate no! Sembra di sentire Elio e le storie tese canticchiare l'ironico motivetto di qualche anno fa. E come si potrà mai dipanare un dilemma così complesso? C'è chi interpreta tutto questo come un bisogno sempre crescente dell'uomo medio di alleggerire, di portare tutto su un piano goliardico e gaudente. D'altra parte non mancano coloro che vedono soprattutto una speculazione commerciale e ovviamente, dall'alto del loro scranno, sono lì pronti a bacchettare un po' tutti. E c'è poi chi prende queste cose seriamente e antepone l'intento di chi indice queste giornate come una volontà di sensibilizzare su questo o quell'argomento. Fatto sta che prima o poi ognuno di noi cede davanti alla giornata che maggiormente stuzzica le corde dell'emotività in barba a qualsiasi capacità raziocinante e cruda argomentazione. 

Oggi ad esempio è la giornata internazionale dedicata ai gatti, tutti indistintamente, domestici e randagini. Mi immagino Romeo di disneyana memoria ballare tutta la notte con i suoi amici per festeggiare "Tutti quanti! Tutti quanti voglion fare il jazz"!

Oggi ho fatto qualche coccola in più alla mia Papu e per pranzo pesce fresco! Chi vive con un gatto non ha di certo bisogno che io venga a spiegare l'unicità del rapporto col proprio felino ma due cose le scriverò per coloro che non hanno mai fatto questa esperienza. Perché di questo propriamente si tratta: di una esperienza ultraterrena, extrasensoriale, fisica e animica. Il gatto sembra collegare, con quello sguardo che ti perfora l'anima, il nostro mondo con l'altro, quello che c'è ma non si vede. Lui ti osserva, comprende tutto (lo sapevate che ha un bagaglio lessicale superiore ad un bambino?), sembra giudicarti, si prende cura di te, non si piega al tuo volere ma farebbe tutto per te. L'autonomia del gatto, spesso scambiata per menefreghismo, è in fondo quella che abbiamo noi umani nel prendere la decisione di fare questo e non quello, di stare in compagnia o da soli. Il gatto è terapeutico nei nostri momenti d'ansia e angoscia. 

Guardo la mia Papu, che tanto mi ha dato e continua a darmi. È grandicella, quest'anno ha compiuto 13 anni, e la vedo invecchiare con quella velocità che purtroppo contraddistingue gli animali. Non salta più sulle credenze, gioca molto meno ma mi dona ancora lo stesso incondizionato amore che solo gli animali sanno dare. Io mi sento molto fortunata e per questo oggi ho deciso di scrivere due righe che possano rendere l'idea. Papu adesso sta russando ignara di tutte queste cose che noi umani riusciamo a creare per complicarci la vita ed io invece vi invito ad accogliere con leggerezza queste giornate perché ci sarà sempre qualcuno per cui sarà un momento importante 


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