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Visualizzazione dei post da 2026

Giornata internazionale del gatto

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Le giornate internazionali, dedicate ora a questo ora a quello, sembrano essere diventate tante quanto i giorni dell'anno. Ogni mattina puntuale sui social campeggiano auguri di ogni sorta. E va da sé ovviamente che subito si inneschi l'immancabile polemica! Giornate sì giornate no! Sembra di sentire Elio e le storie tese canticchiare l'ironico motivetto di qualche anno fa. E come si potrà mai dipanare un dilemma così complesso? C'è chi interpreta tutto questo come un bisogno sempre crescente dell'uomo medio di alleggerire, di portare tutto su un piano goliardico e gaudente. D'altra parte non mancano coloro che vedono soprattutto una speculazione commerciale e ovviamente, dall'alto del loro scranno, sono lì pronti a bacchettare un po' tutti. E c'è poi chi prende queste cose seriamente e antepone l'intento di chi indice queste giornate come una volontà di sensibilizzare su questo o quell'argomento. Fatto sta che prima o poi ognuno di noi cede ...

Piccoli cristalli

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La vita è fatta di tante cose lo sappiamo bene. Forse quelle che danno più sapore e che fanno la differenza sono quelle piccole piccole, microscopici cristalli che porteranno colore e gioia. Seguo un blog Finestre lit-blog e i relativi gruppi Finestre lit-blog   e L'irregolare. Voci, poesie, insubordinazioni ormai da tempo e con molto piacere perché c'è spazio per dialogare di poesia e di sensazioni comuni, di bellezza e di creatività. Così quando qualche mese fa David La Mantia e Melania Valenti hanno proposto di dare vita ad una antologia di prose liriche ho aderito subito con piacere. Perché spesso il mio modo di scrivere resta in bilico fra la poesia e la prosa, perché che io sappia non ci sono altre raccolte così, perché l'entusiasmo di queste due persone, e di tutta la redazione, è travolgente. Ne è nato anche un progetto editoriale a cura di ChiareVoci Edizioni di Giuseppe Carlo Airaghi. Ed eccola finalmente fra le mie mani! Onorata di farne parte con questa mia...

Le giornate della merla, il web e il freddo che… non c’è

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Sapete qual è una delle caratteristiche della nostra società? Quella di essere connessi sempre, ovunque, per tutto. Desideri un’informazione? C’è questa mamma cibernetica che tutto conosce e tutto ti dirà. Anche per il meteo in tempo reale, una volta mettevamo il nasino fuori dalla finestra e tanto bastava a farci sapere “che tempo fa”, oggi preferiamo un supporto che sia più affidabile delle nostre narici congelate, lo sa bene la famosa merla della omonima leggenda; eccola lassù, nera come la pece con il suo becco giallo oro, che si gode lo spettacolo di una strana umanità dall’alto di un ramo spoglio. I nostri nonni raccontano che gli ultimi giorni di gennaio vengono dedicati a questo amico piumato perché, narra la leggenda, in un tempo lontano una giovane merla sorpresa dall'improvviso ritorno del gelo volò a ripararsi dentro un comignolo trovando il tepore che le permise di tornare a volare, sana e salva, proprio il primo giorno di febbraio. Il calore del comignolo regalò alla ...

Vita di un mattone che divenne casa

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Nando si   guardò intorno per la prima volta. Intravedeva molte cose ma era assai confuso quando sentì "psss psss non preoccuparti, chiedi a me tutto quello che vuoi sapere. Quelli che stai guardando sono uomini muratori: loro ci creano, ci prendono e ci impilano. Dicono che ognuno di noi deve essere perfetto perché tutti insieme saremo un'altra cosa, una casa. La nostra è già a buon punto, io la chiamo mamma". Nando rimase senza fiato e cercò di guardare oltre "e quella cos'è?" chiese timido. "Si chiama erba ed è verde e fresca. Dicono che finita la mamma gli uomini abitanti ci giocheranno su e pianteranno fiori. E quello lassù è il cielo! E' azzurro ma a volte diventa buio e cade acqua che può rovinarci se è troppa". Dopo un fiume di domande, p roprio mentre Nando stava per chiedere il nome, a quel mattone, fu afferrato da un uomo muratore e portato via lontano. Non lo  rivide più; il povero mattone cercò di dire a Nando che il suo nome era G...

Dove inizia il mare?

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Ho finito di leggere Oceano mare di Baricco ("ah non l'avevi ancora letto?" direte voi, "con i miei tempi faccio tutto" dico io) e ora sono qua che vorrei scrivere che sensazioni mi ha lasciato e mi ritrovo con il bianco di quelle tele di Plasson che a molti sembra solo bianco e ad alcuni un mondo intero. Ho letto il libro con la sensazione di assistere ad una pièce teatrale, persino nelle parti in cui i personaggi sono dinamici io ho avvertito staticità, quella che preannuncia qualcosa, bella o brutta si scoprirà. I personaggi, così definiti e ai limiti del verosimile, si muovono come attori sulla scena. C'è quasi un cullare di onde che li porta a muoversi nelle proprie vite, così apparentemente distanti, così intimamente unite.  Vite che si incontrano nella magica locanda Almayer, luogo in cui più che i corpi si incontrano le anime e si incontra se stessi. Un cerchio che si chiude con la perfezione che solo il destino riesce ad avere.  Che dire, sento anco...

L'infinitamente piccolo

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Ci sono cose talmente piccole che, nonostante facciano parte della nostra quotidianità, non sappiamo nemmeno che esistano. Ci sono particolari che, sebbene parte di qualcosa di più complesso, estrapolati dal loro naturale contesto, appaiono irriconoscibili. La macro fotografia ci aiuta in questo. L’ingrandimento, oltre la normale capacità dell’occhio umano, apre nuovi mondi, il micro sconfina quasi nel macro, l’infinitesimo nell’infinito. Ma se è vero che la fotografia è finzione (in base all’inquadratura e a sapienti giochi di luce possiamo far apparire o scomparire elementi, persone, anche folle intere), la macro fotografia lo è ancor di più: e quindi potremo far sembrare grandissimo un piccolo insetto trasformare un graffio in una stella cadente  e perfino far apparire come cattivissima la nostra tanto amata innocente coccinella. Massimo Malgioglio Massimo Malgioglio  Bio
Massimo Malgioglio, classe ’66, si occupa di grafica pubblicitaria da quasi quarant’anni; al suo lavoro ha, quasi casualmente, affiancato la passione per la fotografia e il montaggio video, avendo modo negli anni di esporre le sue foto in mostre personali o mostre collettive, nonché in audiovisivi, con particolare attenzione al mondo della danza che segue da una quindicina d’anni. Queste foto sono estratte da un progetto più completo che vede la sua migliore espressione in questo  Video  estratto dal suo  canale  YouTube 

Profumo d'inverno

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C'era una volta, tanto tempo fa, un piccolo pettirosso infreddolito. L'inverno, con le sue ali gelate, aveva avvolto tutto e il piccolo uccellino, stremato, volava a fatica da un albero all'altro, tentando di trovare protezione tra i rami. Nessun albero però sembrava avere compassione per quella bestiolina che veniva cacciata da tutti gli alberi del bosco. Solo un cespuglio, con le sue ultime esili foglie, lo chiamò :"Piccolino, vieni qui. Non ho molte foglie ma se ti accoccolerai qui, proprio nel mezzo, ti saprò riscaldare." L'uccellino volò tra quei rami seminudi, chiuse gli occhietti tondi e, confortato, si addormentò. Una fata, commossa da quel tenero gesto, si avvicinò al cespuglio e così gli parlò: "Sei stato buono e amorevole con questa piccola creatura, meriti un dono." Sui rami spogli nacquero piccoli fiori gialli dal cuore rosso  come il petto dell'uccellino. "Tu fiorirai ogni inverno quando tutta la terra riposa. Con la neve e la ...

U curtigghiu

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Arturo Ferrari  Cortile quattrocentesco a Castiglione Olona - 1895 C'è stato un tempo poi non così lontano in cui dentro la città, nel paese, erano presenti tanti piccoli nuclei. Ad osservarla questa cosa è un po' come una lezione di biologia con le cellule, gli atomi e tutto il resto. Questi piccoli, microscopici mondi erano le corti o cortili. Poche case che si affacciavano tutte su questo spazio. La vita di chi abitava lì non conosceva la parola privacy ma di sicuro le parole scambio e solidarietà sì. Affacciate alla porta di casa, sedute su quelle vecchie sedie, le donne pulivano fave o piselli, ricamavano o pettinavano i capelli ai bambini mentre si scambiavano le opinioni più disparate su questo o quel conoscente comune. Gli uomini la sera li trovavi attorno ad un tavolo a giocare a briscola o a discutere di politica e gli anziani, circondati dai bambini, raccontavano le loro storie aggiungendo ogni sera qualcosa in più. Il cortile era un piccolo mondo con i suoi pro e i ...

Barbara Giuliano

  Barbara Giuliano Cresciuta a Perugia, dove ho studiato all’Accademia di belle Arti, oggi vivo e lavoro a Catania. Appassionata di arte, antiquariato e letteratura, collaboro con il magazine on line “Spazi Esclusi” per il quale curo la rubrica dal sapore onirico  “Passeggiando con…”  sospesa tra luoghi, personaggi ad essi legati e leggende. La ricerca del bello nascosto in terra di Sicilia è invece la caratteristica dei due canali “Eccellenze: la Sicilia che ci piace” e “AltRa velocità: il gusto lento del viaggio in moto”, di cui mi occupo all’interno di Loquis, la prima piattaforma di Travel Podcast, curandone testi, voce e immagini.  I miei romanzi: “Cose dell’altro mondo” del 2019 edito da PlaceBook Publishing “Polvere e vento” del 2023 edito da PlaceBook Publishing “La voce della mandragora” del 2025 edito da “Il seme bianco” La dimensione “oltre” ritorna spesso nelle mie storie, portando i protagonisti a fare i conti con realtà dimenticate che chiedono prepoten...